La Sciùra, l’emblema e il mio motto: ” MILANO SA ! “

Patrimonio lavorativo distrutto; piccole società sparite; PMI rantolanti quando non agonizzanti; un sistema schiavo dei burocrati che impazza sempre di più; un sistema che genera “figli illegittimi burocrati” che inventano di sana pianta normative e procedure inesistenti che bloccano e ritardano con conseguenze disastrose; un sistema menefreghista fatto anche da chi, nella calda e sicura scrivania bancaria-statale non ha compreso che è suo preciso dovere contribuire a tenerlo oliato questo difficile sistema implosivo per sua stessa farraginosità: basterebbe lavorare con coscienza quotidiana in quella scrivania, nel rispetto dei tempi per rispetto della maggioranza che gli consente il fine mese senza essere colleghi.

Un sistema ingessato che crea attacchi di panico e d’ansia; che si permette di far sentire senza speranza i ventottenni e falliti i cinquantenni.

Un sistema che ha scollegato le sinapsi di molti, troppi, creando illusioni da Truman Show.

Quanti racconti di quotidiani di inferno?

La storia non insegna mai abbastanza e non c’è da stupirsi se tra le illusioni fioriscono chimere.

Ogni periodo meschino (e questo lo è) ha generato conseguenze culturali, pensatori liberi in campo artistico che nelle loro chimere hanno apportato cambiamenti.

L’arte come collegamento al reale più di quanto non si creda.

Peppino Impastato provò a dirlo -venne ucciso. Tra le altre cose era un poeta:

“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà … È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

Tuttavia esistono città con l’anima ribelle che raccolgono fermenti dove fioriscono le idee.

Esistono città che accolgono pluralità creative diverse tra loro nate al di fuori del sistema, alle quali hanno dato accoglienza.

Esistono città di generosità culturale messa a disposizione così, come margherite sparse su un prato (e stimolo per collegare le sinapsi).

Mi chiedo: di quale anima è composta una city. Quali sono le sue fondamenta, i mattoni con cui è stata impastata, l’acqua che le scorre intorno. Può essere che quest’anima determini la sua personalità?

La Signora –la Sciùra– è sveglia da tempo e crede nella cultura delle idee, nell’emozione della bellezza, dell’arte, delle idee.

La Signora –la Sciùra– fa quel che può cercando di rispettare il sistema ma non rinunciando alla sua anima libera ed al libero arbitrio.

La Signora –la Sciùra– è generosa con i suoi figli.

La Signora in cinque anni è diventata più bella grazie alle chimere culturali che ha visto sorgere in totale libertà muri di street-art, circoli poetici, quartieri della musica, ritrovi e adunanze artistiche, senza dimenticarsi di regalare Lei appuntamenti letterari fuori schema, come Book-city, o eventi musicali, come Piano-city, diventando la capitale della fucina delle idee e del cinema indipendente con MilanoFilmFestival, spargendo poesie in ogni luogo nel suo ultimo nato letterario/poetico FIPM.

E non solo il Bosco Verticale e Porta Nuova, ma anche il quartiere Isola, Lambrate e Ventura, il Base, Ciminiera Branca, la Darsena e i Navigli per chiunque ci voglia entrare dentro … (non parliamo di boomerangExpo per cortesia).

Perché alla Signora ribelle, attenta e generosa, piace vedere sorridere i suoi figli.

Scrissi a novembre Le contrapposizioni proibite e il Rinascimento Italico e la Signora ne è diventata la sua madrina (e chi se non Lei): in questi giorni patrocina il  Nuovo Rinascimento nella ex-Fornace in Alzaia Naviglio Pavese.

La Signora è sempre tre passi avanti… lasciatela correre. Non bloccatela voi nuovi candidati –ma vecchi nel sistema– in virtù…che so…di una campagna populista sulla sicurezza che dal mio punto di vista è solo un modo bieco per impedire le chimere rimandando a ciò che scrisse Peppino Impastato.

La Signora è Milano -un luogo dove senti ancora stridere i freni dal tipico odore ferroso dei vecchi tram e che la sera si trasformano in ristorantram –  e Milano conosce.

 

Milano la Sciùra è condensabile in un motto, uno slogan attuale e astemio lontano dal quel “Milano da bere” degli anni ’80,  forse il primo attribuito ad una city, che svegli le sinapsi.

E il mio motto è questo, rosso come la sua croce:

                                                             “ Milano Sa!”

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 Piccola gallery in slide rubata per le strade- anche se è lenta nel caricarsi merita:

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Word championship challenge UX ?

La statistica che riporto è ciò che appare qui nel blog jememien ad un giorno dalla pubblicazione del precedente articolo.

A parte essere divertita dal torneo Tu contro il resto del mondo nel “Word championship challenge” tendo a definire le chiavi di lettura alle cose:

  • l’interesse nasce per il modo più friendly nel raccontare
  • l’interesse nasce per il tipo di comunicazione basata sull’UX
  • l’interesse nasce perché, porca miseria, noi in Italia le cose le sappiamo dire-fare-inventare a dispetto dei guru
  • l’interesse nasce dall’interesse del connubio Arte-tecnologia-vita
  • l’interesse nasce dall’interesse per il nostro Paese geniale.

I paesi coinvolti nel my personal challenge trophy:

“Brasile”,60  -“Germania”,14- “Stati Uniti”,11- “Francia”,6
“Portogallo”,5 – “Filippine”,3 -“Russia”,3 -“Paesi Bassi”,2
“India”,2 -“Cile”,2-“Mozambico”,2 -“Polonia”,1- “Sudafrica”,1
“Svizzera”,1 -“Malaysia”,1 -“Australia”,1 -“RAS di Hong Kong”,1-“Cuba”,1- “Portorico”,1 -“Senegal”,1 -“Iraq”,1 -“Venezuela”,1
“Ucraina”,1 -“Colombia”,1 -“Unione Europea”,1 -“Spagna”,1
“Canada”,1 -“Angola”,1

“Ne resterà soltanto uno” …  speriamo di no, per la nostra nazionale .

 

tra Cloud e Arte c’è MyTemplArt

Milano è un’amante generosa che chiede di essere usata senza nulla volere in cambio. A volte è un po’ scontrosa –come tutte le belle donne piene di vita–  devi solo aspettare che le passi.

Nella Milano da usare si è conclusa il 2 maggio  MIA PHOTO FAIR 2016 (fiera internazionale d’arte dedicata alla fotografia) nella appropriata cornice di piazza BoBardi, un angolo nascosto con vista mozzafiato di Porta Nuova.

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Le fiere di prestigio uniscono approfondimenti e presentazioni di alto valore; la perla presentata in conferenza nel giorno di apertura (grazie ph.Luigi Gattinara per l’invito) è molto interessante. Si tratta di una piattaforma in Cloud  MyTemplArt ®  che permette di certificare le opere d’arte con sistema QR-Code e gestibile in toto dall’artista o gallerista. Un sistema di geolocalizzazione consente di rilevarne il luogo e seguire l’opera –scacco ai ladri e agli smemorati-. La comodità della piattaforma in Cloud è costituita inoltre nella catalogazione sempre  aggiornata, recensioni comprese, a portata di click. Il tutto su android o smartphone ios. 

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L’esponenzialità della piattaforma MyTemplArt * comprende il fruibile del mondo artistico e culturale essendo indirizzata anche a musei, associazioni, istituzioni con sezioni separate. Il prossimo passaggio riguarderà i vinili musicali.

Il fotografo Luigi Gattinara e lo scultore  Alex Pinna  sono testimonial della usabilità del sistema.

UnknownVi è però un altro aspetto fondamentale dal mio punto di vista e che è una logica conseguenza dell’applicazione: il sistema in Cloud essendo gestito direttamente dall’autore certifica in automatico la proprietà intellettuale divenendo sovranazionale, by-passando cioè gli obsoleti e costosi SIAE o Copyright© :  il mondo si muove cari signori siae 🙂 !                       

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 serie le nuvole R. Magritte

     * simpatico riferimento ai Template

La vita si fa beffa della Morte - I.Vassallo

Se, arrivando Golia, …

 

Il sorriso è segreto al lato della mia bocca.

Seduta ad un tavolino all’aperto di un bar, “La passeggiata” e il nome è tutto un programma, voglio godermi gli ultimi istanti di un cielo ancora vergine – da domani arriverà Golia con neve ed acqua.

Come al solito sono impegnata nel cercare di far capire perché l’Arte contemporanea italiana trova la sua genialità cattedratica nell’espressionismo di pochi Maestri con le palle.

L’espressionismo non è una brutta malattia, bisogna saper dipingere e bisogna sapervi aggiungere un caleidoscopio di emozioni che sovrasti il soggetto dipinto. Un Maestro con le palle è  Ivo Vassallo.  Un Maestro è colui che porta la rottura dello stile con elementi pittorici solo a Lui riconducibili, da lui stravolti e innovati. Si aggiunga la capacità del colore, il riuscire a far “dialogare” l’opera, il tratto, il segno, la lezione pittorica, la sperimentazione, la padronanza della tecnica.

Ivo Vassallo è il MaestroPittore tra i più grandi italiani.

La vita si fa beffa della Morte - I.Vassallo

La Vita si fa beffa della Morte -Ivo Vassallo-

E mi scontro con la realtà fatta da galleristi a cui spetterebbe il compito di proporre al posto di trattare il mercato dell’Arte da gross-market del lusso (non oso pensare ai fake), pappagalli che rincorrono le solite cose (zero innovazioni e zero rivoluzioni dal “Movimento zero”) con la scusa che manca la richiesta del figurativo. Embè signori, dovrebbe essere compito vostro divulgare, osare, istruire il mercato.

Eppure attira molto di più una mostra fatta da un bel viso o bel nudo che da un bel ensemble di ghirigori e tagli.

Ivo Vassallo - nudini erotici-

Serie I nudini erotici -Ivo Vassallo-

Con Ivo Vassallo condivido stima, amicizia e un libro fatto a 4 mani a tiratura limitata: a lui la parte erotico pittorica a me il testo poetico.

PaintPoyesis "pelle&dintorni"

pelle&dintorni – PaintPoyesis di IvoVassalloStefaniaMeda

E mentre attendo Golia portatore di calamità naturali sorrido con piacere leggendo del Gigante “Ivo Vassallo l’Iconoclasta”  , come lo chiamo io, mio portatore di calamità colorate, attraverso questo bellissimo articolo …

( purtroppo non riesco a condividerlo in toto, ma espandete e vedrete !)

https://tempopresenteepassato.wordpress.com/2016/02/24/ivo-vassallo-tra-sacro-e-profano-unartista-giramondo-giuseppe-recchia/

24 febbraio 2016
IVO VASSALLO, TRA SACRO E PROFANO, UN’ARTISTA GIRAMONDO Giuseppe Recchia

Ivo Vassallo, ha insegnato tecniche pittoriche presso l’Accademia di belle Arti di Genova dove è nato e vive. La sua iniziale ricerca coloristica è informale con solido impianto figurativo, col tempo si evolve in un più raffinato cromatismo e una più intensa propensione per il paesaggio e la figura. Con Massimiliano Panero ha presentato a Torino al Museo d’Arte Orientale il Catalogo Generale della mostra dell’EXPO di Milano 2015 “Le Qualità della Cina”, mostra promossa dall’associazione culturale Qualitaly – partner ufficiale del China Corporate United Pavilion –dove ha partecipato all’Evento milanese 2015, con tutte le opere, presto in tour nella Repubblica Popolare Cinese. Organizzazione perfetta curata da Nikolinka Nikolova, anch’essa artista e dallo stesso Massimiliano Panero.

Ma approfondiamo la conoscenza dell’artista figurativo/informale Ivo Vassallo. Pittore con una grande propensione all’Arte Sacra con i suoi dipinti sull’Ultima cena e sulla storia di Cristo da lui rivisitata, dove l’impianto coloristico adottato da Ivo fanno pensare al film The passion di Mel Gibson. Ricorderete che il film di Gibson provocò un enorme scandalo per la violenza delle immagini ma qui l’artista ligure usa colori sfumati e leggeri con macchie insolite illuminanti l’aspetto carnale dei personaggi dipinti ed usa la sua conoscenza storica per dargli la vita o la morte che essi meritano. E dipinge cavalli che sembrano nuvole tra le nuvole e raccontano storie per mettere in chiaro la loro umanità. Pittore che a suo tempo affrescò le pareti dello studio di Fabrizio De Andrè, dal quale apprese i toni musicali che poi ha trasfuso nelle sue opere.

Ivo Vassallo potrebbe entrare a far parte ai nostri giorni del novero dei maestri il cui linguaggio pittorico e la cui maestria risale a Michelangelo e a Caravaggio.

 

Le contrapposizioni proibite e il Rinascimento Italico

Se vuoi ottenere l’opposto agisci per il suo contrario (come è sempre successo).

Palazzo della Mezzanotte (Borsa)  Design week Milano

Palazzo Mezzanotte (Borsa) Design week Milano

Strano? Affatto! Se vuoi consumi maggiori rendili proibiti:  che fascino. Non si resiste al fascino del proibito, del negato, del sottratto; l’affermazione parte da una riflessione cercando nel mio archivio fotografico le foto della Biennale di Venezia volendo fare un articolo riassuntivo.

Rewind:

Più di un anno fa circolò il classico “meme” sull’abolizione dell’insegnamento della Storia dell’Arte con le conseguenti risposte virali dal web.

Come tutte le balleuntantoalchilo  le cose stavano in maniera leggermente diversa ma tanto è bastato per muovere le attenzioni di un Paese geneticamente artistico che si è comportato di conseguenza (oltre i soliti aficionados) fosse anche solo per:

-la voglia di partecipare per “vedere dal vivo” cose dimenticate o alle quali mai si è dato peso

-la considerazione che, dopotutto, l’Arte può essere un piacevole passatempo colorato

-che se venisse meno sarebbe come vivere in una fanta-città-grigia alla Orwell

-che non chiede nulla se non di essere “guardata”.

Aula Magna Accademia di Brera

   Accademia di Brera

Il cresciuto interesse ha pertanto creato domande muovendo happening ed iniziative ed altro ancora: non si trattava di un semplice Piero della Francesca dunque.

Sia che si tratti per semplice svago, storia, fantasia -“la fantasia al potere”- o della scoperta di come l’Arte tutta influisca nelle nostre piccole scelte quotidiane di gradimento da consumatori, si è generata l’onda.

Cosa è successo, ci si è inorgogliti all’improvviso?

La Milano di Gabriele Basilico

 La Milano di Gabriele Basilico- presentazione  a Bookcity Milano

Saturazione iper/super/what’s ammericanboy? Influenza dei Paesi attivi -Europa e ZioSam- nella proposta artistica? Finiti i soldi per viaggiare? Effetto proibizionismo? (Presto per considerare gli ultimi tragici fatti).

Non so dire se vi siano più motivazioni che giochino un ruolo per il nuovo Illuminismo e Rinascimento Italico, ma è indubbio che si stia insegnando al di fuori delle scuole e si siano sviluppate commistioni inaspettate -non succede con la matematica, mai visto un asfalto o un muro di un edificio con formule, radici quadre, tangenti e 4zx alla potenza e comunque sarebbe Arte, né tantomeno indossare un 9K.

Hangar Bicocca

HangarBicocca

Quest’anno si è consumata l’Arte su grande scala ed è tornata perfino in tv con intelligenti intrusioni di fini pensatori, divulgatori, spiegatori (mi piace la rima) Sgarbi e Daverio in testa. Eventi- mostre- Biennali- luoghi e caffè- moda- accessori- iniziative editoriali- cambiando così il colore del nostro quotidiano.

La Voliera poetica di Antonio Marras

La Voliera poetica di Antonio Marras Design week Milano

Gli effetti contrapposti del proibito…

Ps: L’articolo riassuntivo con le più belle opere, a mio avviso, della Biennale di Venezia lo debbo ancora fare.

 

WHO ARE D’ASY ?

Tre donne.D'ASY logo

Assieme sembrano Testimonial rappresentative di tre fasce d’età per una campagna pubblicitaria e l’acronimo dei loro nomi ha dato origine al brand D’ASY Milano:

il new Art-Luxury concept per borse completamente Made in Italy.

Descrivere D’ASY Milano è descrivere la filosofia che si cela dietro a delle scelte: un prodotto rappresentativo dell’eccellenza italiana, top di gamma, a tiratura limitata, che sposa e racchiude il concetto sensoriale dell’arte.

DONNE GE NIA LI !

 IMG_6652Il Maestro Fausto Minestrini

Difficile liquidare il tutto con un semplicistico “ sono Borse ”

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Raffinate, innovative, con dettagli che rendono unico ogni pezzo, le borse D’ASY sono pezzi di fantasia e design che non si fermano alla superba qualità del pellame esterno, ma proseguono al suo interno foderandosi di sete antiche scovate nei più antichi laboratori Lariani o con disegni realizzati in esclusiva da importanti Artisti e per i  differenti accostamenti cromatici sono numerate con tanto di Certificato.

Nessuna paura, gli interni sono trattati per garantirne la durata nel tempo.

imageDettagliA nove mesi dall’ideazione hanno macinato tanto lavoro, tutto svolto da loro. Bozzetti, modelli, scelta delle pelli, colori, sete antiche, packaging di lusso, laboratorio di due griffe d’eccellenza per la produzione (che ha accolto con entusiasmo l’innovazione dicendo “finalmente qualcosa di nuovo!“).

FullSizeRenderIl primo modello icona ” LEI “ girava ad inizio primavera nel centro di Milano per un check  – posso dire: “Milano io c’ero”  – con un famoso fotografo di street pronto a cogliere occhiate e reazioni.

Le griffe prestigiose nascono così in fondo, no?

Quindi D‘ASY Milano, il nuovo Luxury-Art brand dell’eccellenza Made in Italy sarà sulla spalla di… beati loro!

E l’Arte è il trait d’union: si troveranno proposte anche al fianco degli Artisti loro Testimonial e nelle gallerie d’arte.

        Il mood? :                Chic et très chic

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EXPORSI

Premessa:

Ci sono luoghi che non ti aspetteresti di trovare, che appartengono al tuo ricordo se la tua vita si snoda per quelle strade, oppure sono la testimonianza storica della lungimiranza dell’uomo se ne sei a conoscenza per studi.

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Nel mare del nuovo edificato da architetti blasonati all’insegna  dello stupire per ExpoMilano2015, silenziosamente si è imposta all’attenzione un gioiello dell’archeologia industriale dei primi del ‘900 che si eleva sulle rive del fiume in località Trezzo d’Adda: la Centrale idroelettrica Taccani.

Immaginate saloni immensi con dettagli di architettura Liberty, dedali di sotterranei a volta, camminate nel cuore della centrale tra antiche turbine di ghisa come sculture ed ampi prati che si affacciano sul fiume ( le Vie d’Acqua sono uno dei temi di ExpoMilano2015 ).

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Ora immaginate in tutto questo la follia di 600 artisti sia italiani che stranieri con l’esplosione di 1.500 opere di diversa cromia – citare tutti i nomi è un’impresa, meglio scoprirli di persona –.

In questo luogo antico, in questi giorni, sta avvenendo una simbiosi del contemporaneo.

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11049605_508463972640224_6851906513273579786_n Fase d’allestimento

L’antica Centrale dell’Enel è stata scelta in modo geniale e lungimirante per la ExpoMilano International Contemporary Art da Giorgio Grasso, curatore e critico.

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Geniale per molti motivi: località- valenza storica- capacità contenitiva interna ed esterna- accoglienza affluenza pubblica- tematica Expo- simbolismo artistico- colpo d’occhio.

Lavoro silenzioso il suo, con chiamata attraverso i social raccolto anche dalla curatrice internazionale Bosmat Niron, responsabile dei 30 artisti stranieri.

Il miglior evento di Arte Contemporanea con numeri da capogiro e che nessuno si aspettava: all’inaugurazione di sabato 2 maggio hanno partecipato 1.500 persone ( dato ufficiale delle Forze dell’Ordine ) ed il giorno successivo i visitatori sono stati oltre 500.

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Le Forze dell’Ordine hanno inserito l’esposizione tra i luoghi più sensibili da presidiare.

Ma questi sono solo numeri iniziali, le somme si tireranno alla fine. Nel frattempo la curiosità si sta diffondendo e nel week-end, complice il luogo bucolico, saranno in molti a visitare la mostra.

Difficilmente si ricorda una chiamata generale di tale livello per l’arte contemporanea. Indubbiamente l’iniziativa entrerà nella letteratura e farà scuola:  645px-Expo_2015_Logo.svg_RSI.


invito

Centrale Taccani -Trezzo d’Adda -Ingresso gratuito –

orari giovedì e venerdì 16/19 -sabato e domenica 10/19

HO VISTO COSE CHE VOI UMANI …

Ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare. Navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione. I raggi beta balenare nel buio alle porte di Tannhäuser. Tutti questi momenti andranno perduti come lacrime nella pioggia. … ”

Blade runner Roy

Momenti. Tavolozze indelebili nella mente. Scoperte. Incontri.

Arte, soprattutto quella. Rivoluzione, soprattutto quella.

Luoghi-tele-musei e la certezza che fino a quando ci saranno istinti ed artisti nessun momento andrà perduto.

Il tempo –quello sì– il tempo che non ho avuto per parlare di Artisti strepitosi come invece avrei voluto fare.

Allora “Artiamoci e partiamo” per un nuovo anno che riempia gli spazi della mente inserendo bellezza ed emozione dell’osservare.

Perché fino a che avremo gli occhi noi li useremo. Anche per immaginare …

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http://www.culturainquieta.com/es/foto/item/5453-del-libro-african-canvas-de-margaret-courtney-clarke.html

we-are-trampled: Proteggiamo gli Artisti dalle sbarre dello zoo.

E cosa è successo da quel 7piovoso febbraio.

È successo che il 5 luglio gli artisti CALPESTANTI si sono riuniti nella meravigliosa cornice della Villa Castelbarco (Vaprio d’Adda, Milano) per il 2° grande evento del Movimento Trampled Art.

Avevamo conosciuto gli undici firmatari del manifesto a memoria di IRASCIBILI, dissi a febbraio. Erano undici ed ora sono trecento. No! Quattrocento… ma non importa realmente in quanto questo valore non corrisponderà mai al dato reale essendo, appunto, in continuo “Movimento”.

È stato scritto molto e molto pubblicato in merito alla giornata del 5 luglio, eviterò dunque di darne una narrazione simile, ossia: diretta su youtube, figure importanti del mondo dell’Arte quali Deodato della omonima galleria, il grande storico e critico Giorgio Grasso, la profonda sapiente e sensoriale critica Mattea Micello, la gioiosa presenza di artisti neo-movimentisti, le performance coinvolgenti in letture e musiche..(concisamente).

Vorrei invece darne una chiave di lettura diversa, quello che si è respirato, il suo significato e il perché.

Partiamo da un assioma: un Artista non nasce uomo nasce Artista.
Ed essendo tale e dunque incontaminabile –non è un uomo– mantiene intatti alcuni valori:
PUREZZA-LIBERTÀ-ENERGIA-AMICIZIA-GENEROSITÀ-ACCOGLIENZA

La purezza dell’Artista è contaminante. La sovrapposizione nello stesso spazio con altri Artisti ha la forza di rendere quel luogo e quello spazio verginale.
Un Artista è un filosofo naturale, vede con l’occhio dell’anima, stravolge i concetti collettivi del male e del bene, del giusto, dell’etico, dell’uomo. Stimola negli osservatori dubbi e domande creando il pensiero.
Libero concettualmente. Libero manifestamente.
È anche in nome di questa libertà che è stato creato il Movimento Trampled Art.
L’energia dell’Artista contagia, formando campi di magneto-positivismo energetico.
Nel pieno spirito dell’amicizia un Artista si prederà cura dell’espressione pittorica di un altro Artista, sentendola sua, soffrendo o gioendo per essa, ammirandola estatico.

Osservarli è stato magnifico.
Liberi dalle sbarre dello zoo: le gallerie, i condizionamenti, i chiodi a pagamento, il pensiero collettivo sociale.
E le loro opere, scappate dagli interni importanti pronti a celebrarli, sono state in realtà sparse nei giardini di una preziosa località creando un delizioso chiasso cromatico, stridente con l’ingessata eleganza del luogo.
Per questo mi dico “Vanno protetti liberandoli nel mondo”.

Il gruppo storico costituito da Marcella Arena,Teorema Fornasari, Luca Fagioli, Ivo Vassallo, Andrea La Casa, Giovanni Puntrello, Salvatore Palazzolo e naturalmente Alessandro Giorgetti  è in realtà andato oltre e le opere presenti… straordinarie.

Per quanto io non sia una critica dell’Arte, voglio descrivere questi straordinari Artisti attraverso le emozioni suscitate dal loro creato. Comprendo che dovrò genuflettermi all’acume critico di Mattea Micello ed alla grandezza di Giorgio Grasso chiedendo la redenzione del mio peccato: scusate, ma l’arte è pura osservazione dell’emozione.

Marcella Arena, pittrice raffinatissima. La sua mano sulle donne a cui dona una personalità che si anima oltre la tela: “Ti prego, esci da lì e raccontami per ore”  ti viene da chiedere. Perché sono donne che hanno un vissuto da raccontare. Morbidissima, precisa, vibrante, di Tamara de Lempicka è la sua pennellata dai colori sublimi. Una Signora della pittura che piange colta da Sindrome di Stendhal davanti all’opera dell’amico

Marcella Arena  Ar 3

Salvatore Palazzolo, timido, riservato, maestro dell’ Iperrealismo, (dovetti correggere alcune persone le quali non credevano si trattasse di pittura) ma con l’anima dei maestri antichi. La precisione in ogni tratto, la luce negli occhi, il fermo immagine del movimento, l’emozione che provi, la scelta cromatica dello sfondo. Caravaggio è tornato tra noi e parla attraverso il pennello di Salvatore, mentre Salvatore parla attraverso le sue opere.

Pal1   Salvatore Palazzolo

Teorema Fornasari -non basterebbe un libro- l’intelligenza nella provocazione. La capacità unica di mutare natura, stile, spirito dando percorsi tematici diversi e degni di una consumata carriera artistica. Teorema è l’Artista. Una grande stupenda Artista. Sorride, ma dentro sente tutte le voci dell’universo. Presente con ‘Arlecchini in movimento’ in realtà è Teorema in movimento. Teorema è un’opera d’arte che esce dal quadro o rientra nel quadro.

Teorema   Teo 1

Luca Fagioli, l’allegria nei colori primari usati con quello spirito di giocoleria, all’interno dei quali manifesta il suo correre e saltare per portare un sorriso e rasserenare. Lui. Il randagio. Il suo rispetto, il suo amore infinito per la grande famiglia del circo, eredi di una grande tradizione dei giullare di corte. A Luca il nostro rispetto per regalarci allegria. Cita l’arte nell’Arte, che rende liberi di essere e felici di essere.

Fagioli  Fag 1

Ivo Vassallo – aiuto, il Maestro– Ti cattura e ti porta direttamente nella scena: ti accorgi di avere i cavalli intorno, sei proiettato dall’interno e senti urlare tutto. Adoro i suoi colori con gli azzurri figli del trecento ed i rossi pompeiani. Adoro le sue pennellate robuste e delicate. Una finta irruenza che in realtà è estrema leggerezza. Come lui del resto. Una capacità di spostare l’ultraterreno nel terreno. Ivo è la storia dell’arte. Quanta cultura nelle sue opere. Quanta denuncia. Quanta esorcizzazione.

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Andrea La Casa, al richiamo della serenità per la felicità. Andrea il positivo. Nelle sue opere il surrealismo onirico si mescola con l’astrattismo: il caos da domare. Colline surreali che ospitano figure composte ad osservare. L’equilibrio e la calma sono i veri richiami, protagonisti a latere delle sue opere. Il suo sogno, la sua necessità di vita fatta dagli equilibri con la natura. E lui ridente, accogliente e sereno ha il viaggio e l’esplorazione dentro sé, confini indefiniti.

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Giovanni Puntrello profuma di ellenismo storico. Ha il mare, la terra, la tragedia e la commedia. Tutto assieme.Usa la pietra e gli infonde anima e parola. Guardi ed il Teatro di Epidauro è pronto a raccontarti di nuovo con l’eco delle sue voci da deus-ex-machina. Leggende. Di nuovo in scena. Maschere. Giovanni parla con loro e trema davanti a loro, come si stupisse di essere lui “l’artefice di nuova vita”. Le vorresti tutte per il tuo personale Templo.

Puntrello.  Punt 2

Alessandro Giorgetti l’istrione. Alessandro il tutto. Il fondatore del movimento. Indispensabile. La parola, il silenzio delle sue opere, la religiosità, la vita, il trascinatore di pensiero. Il suo astrattismo seduce senza fine. “Il miglior astrattista di tutti tempi” -dicono di lui- “erede di Rothko”. Beh vi invito farvi sedurre dalle sue opere e meditare sulla sua ultima provocazione “Crucis Web“, inno alla santità dell’etere.

Giorgetti

Trampled Art, costituita nella sua base da questi Artisti, con il suo Movimento sovvertirebbe i templi dell’arte contemporanea, dal MOCA LosAngeles al MUSAC Leon.

Io aspetto e intanto osservo.

(Un mio personale saluto va a Ciro Palumbo, Sabrina Romanò e Marika Pozzi impegnati altrove da mostre personali )

eccolo! TANTO ANCHE SE METTI IL BAVAGLIO ALL’ARTE, LEI PARLA UGUALMENTE!

Gli IRASCIBILI

Gli IRASCIBILI

Leggere il manifesto di TRAMPLED ART riporta alla memoria il periodo degli IRASCIBILI quando, per protesta, quella straordinaria miscellanea di artisti esponenti dell’Espressionismo astratto si fecero fotografare vestiti da banchieri mandando una lettera infuocata al sindaco di New York. Le motivazioni di allora somigliano a quelle di oggi: dittatura finanziaria ed esclusione dalla imponente mostra sull’arte contemporanea al Metropolitan. Parliamo di artisti del calibro di Pollock, Rothko, Kooning, Newman.
E veniamo ai giorni nostri, dove i rumors degli artisti italiani si stanno facendo sempre più incessanti come un rullo di tamburo: tum-tuM-tUM-TUM. Gli artisti a questo punto si ribellano alla dittatura finanziaria che impone le sue regole.
Alessandro Giorgetti, grande esponente dell’arte conosciuto come l’erede di Rothko, fonda così il movimento TRAMPLED ART e riunisce dieci selezionati artisti con il compito di divenire ambasciatori.

Il TRAMPLED ART

Il TRAMPLED ART

Ognuno di loro chiamerà a raccolta altri artisti per condividere, sperimentare, rappresentare, istigare, coinvolgere, dipingere, riempire spazi, diffondere, liberare, esprimere, concettualizzare: perché un artista ha sempre qualcosa da dire.

Durante la presentazione alla stampa nella serata di ieri 7febbraio si è avvertita una scossa elettrica:
“La galleria ė un portale dove fare ricerca– dice Deodato – fare ricerca in maniera open, globale, inserendo anche il principio di bitcoins in cambio di opere d’arte”. La galleria Deodato Arte di Milano è il luogo che ha aperto le porte a TRAMPLED ART divenendone la sede

“L’arte uccide la mafia” afferma ampliando il concetto Giorgio Grasso, critico e coordinatore del Padiglione Italia alla 54a biennale di Venezia “è compito del pubblico decretare il successo di un artista, che ad oggi non può esporre perché un chiodo in una galleria costa trecento euro “ ed affrontando anche le difficoltà del regime fiscale che rende impossibile vendere la propria opera.

Ma le parole più belle sono quelle di Alessandro Giorgetti che pronuncia “Trampled” esattamente come si scrive, sottolineando il concetto di calpestare calpestando.

Milano puzza di vecchio, riportava nel 2012 la prima chiamata/ribellione della cultura a Milano… non più, non più.

Il TRAMPLED ART

Il TRAMPLED ART

Alessandro Giorgetti-Giovanni Puntrello-Ciro Palumbo-Salvatore Palazzolo-Ivo Vassallo-Luca Fagioli-Andrea La Casa-Marcella Arena-Sabrina Romanò-Marika Pozzi-Teorema Fornasari-  Ph. ufficiale:Micaela Zuliani

Avendo io il sangue costituito da giallo-ciano-magenta condivido il loro urlo.
Ogni artista racchiude in sé ed utilizza più linguaggi. Un artista è un libero pensatore che crea in modo unico, soggettivo e vede oltre. Possiede un linguaggio verbale, gestuale, mentale, metafisico, sensitivo, proiezionistico, introspettivo, liberatorio, futurista, precursore. Non conosco nessun’altra categoria che racchiuda in sé tanti modi di essere, concepire, vedere, esprimere.
L’Arte poi è un’ermafrodita miracolosamente puttana che si dona, si vergogna e si rigenera. L’Arte è sconcia e pura, come l’io (interiore ) e la morale (esteriore): il bisogno di un’artista che si palesa.

In Italia non si è persa la capacità di fare arte, ma è stato calpestato l’artista lasciando l’arte ad appannaggio esclusivo dei critici e delle dittature finanziarie e soffocando così la sua primaria natura: l’espressione.
La crisi museale in Italia- lessi tempo fa- è riconducibile al troppo Stato e poche idee. Pensiero che condivido a metà. Le idee ci sono eccome, diversa è l’ottusità mentale e di questa ottusità è parte anche il connubio stretto che porta al pensiero arte=museo. Niente di più sbagliato.
Non vorrei affrontare il tema della paura della cultura. Credo non ce ne sia bisogno.

L’arte è critica già di per sé, non sempre deve passare dall’imbuto di un’esperto che imponga chi come quando e dove. Al contrario ha bisogno di spazi comuni e collettivi, deve esplodere ed uscire, alimentarsi a vicenda grazie all’interscambio affinché anche gli esperti possano fare quello di cui sono capaci. Per questo motivo credo che loro stessi siano i primi a beneficiare della “messa in strada”.
Se si guarda oltralpe, l’attivismo della Spagna impressiona e il modello berlinese lo si percepisce come una scarica di energia cacofonica, di adrenalina fiorita e vitale.
Ma noi continuiamo a gettare alle ortiche la nostra splendida individualità che universalmente ci viene invidiata, il nostro gene e genio nell’espressività artistica.